| Marino De Rosas |
|
La Chitarra |
|
|
Come nellamore le
mani sono lultima cosa, in musica lascoltare è il compimento finale di un
vero e proprio rito.. Il contatto fisico è solo il risultato di un incrociarsi veloce di
sensazioni che partono molto prima del contatto. Il toccarsi sembra quasi irrilevante
perché la musica, come linnamoramento, nasce in punti del corpo invisibili che di
tanto in tanto sfociano sulla punta delle dita o ai confini delle labbra e delle orecchie:
ma lamore è iniziato prima e continua dopo che i pori cambiano di posto e si
allargano per liberare sudore ed accogliere nuovo ossigeno.
Questa musica,
Meridies, dellamore ha lintensità dei gesti che lo precedono e
lappagamento susseguente allincontro fisico. Lascia intorno una sensazione di
possesso totale come se le corde, moltiplicandosi in un amplesso perfetto, rimandino alle
altre che si hanno dentro. Sembrano suonare allunisono con le braccia, le gambe e la
testa e non sembrano appartenere alle dita che le sfiorano, alla mano che si muove e che a
loro volta diventano corde, perché come nellamore il desiderio e la passione non
appartengono al corpo ma a pensieri comuni legati, accordati per tornare in uno aperto.
Allora bisogna lasciare che sia questa a parlare, a respirare, toccare, annusare: ascoltare è solo lultima cosa, forse, dopo aver amoreggiato con questo disco, quella meno rilevante. Michele Pio LeddaMarino De Rosas, per realizzare Meridies, ha usato una chitarra classica Ramirez 2CWE (*) a spalla mancante, elettroacustica, accordata in DO SOL DO SOL DO MI, con uso del capotasto mobile e con corde a forte tensione su tastiera ad azione bassa.
(*) Dopo il concerto del 28 luglio 2001, a CARLENTINI (Siracusa), nella rassegna musicale LITHOS, la Ramirez è stata rubata! ".....non so dove tu sia ora ma, se vuoi tornare a casa, mandami un messaggio ed io, anche se mi costerà un pò di fatica, verrò in terra di Sicilia a prenderti....."
|
|